Il panorama della sicurezza, sia nella vita quotidiana sia nell’ambito professionale, ha subito una metamorfosi profonda negli ultimi due decenni, anche nel mondo lavorativo. L’esposizione all’aggressività e alla violenza eterodiretta non può più essere interpretata dalle aziende o dai singoli come un semplice imprevisto o come un fattore esterno e imponderabile. Al contrario, si tratta di un vero e proprio rischio professionale strutturale che deve essere attivamente integrato nei processi di valutazione e gestione. Lo stesso ragionamento si può applicare ad un incidente critico che può avvenire mentre siamo in montagna, all’estero, ecc: la sicurezza non è costruire muri ma saper navigare nella tempesta! Non cerchiamo di evitare ogni sorpresa – la vita è per sua natura imprevedibile – ma coltiviamo le risorse interne per rispondere con efficacia e lucidità.





